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Salva-premier, scontro Berlusconi – Napolitano Luglio 5, 2008

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Lunga giornata al Consiglio superiore della magistratura che si è conclusa con il voto del plenum e con uno scontro istituzionale fortissimo fra la destra, che tira per la giacchetta il Quirinale, e il presidente della Repubblica che risponde per le rime con una nota molto dura. Con 21 voti a favore, due contrari ed un astenuto, il Csm ha approvato il parere sul decreto legge sicurezza, che contiene critiche all’emendamento sospendi processi, giudicato «irrazionale» in molte sue parti. Il plenum è stato presieduto dal vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Nicola Mancino. La riunione era iniziata con la lettura, da parte del vice presidente Nicola Mancino, della lettera del presidente della Repubblica (e del Csm) Giorgio Napolitano. I «pareri» del Csm «sono destinati a rilevare e segnalare le ricadute che le normative proposte all’esame del Parlamento si presume possano concretamente avere sullo svolgimento della funzione giurisdizionale. Così correttamente intesa l’espressione di un parere del Csm non interferisce – altra mia preoccupazione già espressa nel passato – con le funzioni proprie ed esclusive del Parlamento: anche quando, come nel caso dei decreti legge, per evidenti vincoli temporali, tale parere non abbia modo di esprimersi prima che il Parlamento abbia iniziato a discutere deliberare». Poi il presidente della Repubblica continua il suo ragionamento. Non può esservi «dubbio od equivoco sul fatto che al Csm non spetti in alcun modo quel vaglio di costituzionalità cui, com’è noto, nel nostro ordinamento sono legittimate altre Istituzioni».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76768

 

La lettera di Di Pietro Luglio 5, 2008

Archiviato in: news on line — usernam @ 10:51 pm
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Carissimo Walter,è un momento cruciale per il nostro Paese, sono a rischio la democrazia e il futuro economico e sociale degli italiani. E proprio per questo, tutta l’opposizione deve essere unita e bloccare la deriva di chi abusa del proprio ruolo al fine di tutelare solo gli interessi personali. La democrazia non si baratta, ma si difende in ogni sede e con tutte le energie.Questo non è il momento di soffermarsi a riflettere, né di rimandare a tempi che verranno. E’ il momento di chiamare a raccolta i cittadini, di scendere in piazza, perché domani sarà sempre troppo tardi. Non possiamo attendere inermi che i provvedimenti ‘salvapremier’ e tutte le disposizioni vergogna divengano legge, pur essendo l’unico esito possibile, a fronte dei numeri schiaccianti che questa maggioranza ha in Parlamento. Per questo bisogna assumersi la responsabilità, dare la parola ai cittadini e spiegare loro quello che sta accadendo. L’8 luglio l’Italia dei Valori sarà a piazza Navona per manifestare e sarà senza bandiere, insieme a tante altre forze politiche, associazioni, comitati e liberi cittadini. Siamo stati chiamati ed abbiamo risposto. E chiediamo anche al Pd di esserci, di partecipare e di non alzare steccati. La difesa della libertà e della democrazia non ha colore, né bandiere, ha solo la forza delle idee e il coraggio di non tirarsi indietro. Il Paese ha bisogno di un’opposizione unita, coesa e senza nessuno che rivendichi una sterile primogenitura.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76760